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Antonio
“BANNETTA” Zamparini e Giuseppe
“CHINEA” Corrias nel 1957 decisero di fondare un gruppo
musicale che unisse l’amore per la musica alla tradizione
folcloristica italiana. Nacque così
“La RACCHIA” di Vejano. Ma la
novità e la particolarità di questa novella formazione è stata
l’unire il suono degli strumenti canonici ad altri strumenti,
quasi tutti a percussione, ispirati agli aspetti della
tradizione contadina e di uso domestico. Molti attrezzi da
lavoro e di cucina vennero trasformati in mezzi per fare musica
e divertimento. La filosofia del gruppo è stata quella di fare
musica divertendosi e divertendo. La particolarità del gruppo
costituito da strumenti classici come sax, clarino, tromba e
batteria insieme a scolapasta, filarello, tubi da stufa,
matterelli, pentole, forchette e cucchiai dette subito al gruppo
una notevole notorietà ed un clamoroso successo.
Nell’arco degli anni sotto la
capace direzione del Maestro CHINEA,
la Racchia ha sempre riscosso notevole simpatia e successo in
qualunque manifestazione o carnevale sia stata presente.
Dopo una breve interruzione la
Racchia riprende la sua attività sotto la presidenza di Angelo
“CICCIRIBUSSO” Angelucci e con la
direzione del Maestro Chinea con il nome de “La
Nuova Racchia”. Inizia un periodo di grande attività e il
successo del gruppo è testimoniato da numerose partecipazioni
oltre che ai carnevali e manifestazioni folcloristiche in
Italia, anche nei paesi Europei e negli Stati Uniti d’America.
Da alcuni anni
Maestro della Racchia è
Fabrizio Ravoni, presente nel
gruppo da molti anni, e da pochi mesi è Presidente Natale Ravoni
foriero di entusiasmo e impegno nel solco tracciato.
Ma qual è la particolarità di
questo gruppo che riscuote tanto successo ?
E’ la enorme carica di simpatia,
energia ed allegria che il gruppo è capace di trasmettere al
pubblico e quindi di farlo quasi partecipe nelle sue
performances, divertire
divertendosi.
La capacità dei valenti
musicisti di suonare in maniera professionale un repertorio
tratto dalla tradizione del folclore italiano senza la
presunzione di “ professori” ma inserendosi perfettamente nello
spirito carnascialesco e festoso dei “rumoristi” che oltre a
essere musicanti diventano attori della scena con coreografie
non rigorose ma senz’altro godibilissime e coinvolgenti.
La
filosofia della Racchia si può certamente riassumere nei
versi di Lorenzo il Magnifico “Chi
vuol esser lieto sia del doman non v’è certezza".
Ma la solidarietà e l’impegno
sociale non sono mai mancate né lasciate per ultime nelle
finalità della Racchia che ha sempre accolto ogni richiesta di
partecipazione ad eventi significativi che si prefiggevano tali
scopi.
Riassumendo possiamo dire senza
timori di smentite che il gruppo La Racchia nasce da valori
fondanti come l’amore per la musica e le tradizioni, l’amicizia
e la socializzazione, la scoperta e la comprensibilità di altre
realtà e soprattutto una trasmissione di sano e puro
divertimento mai dimentico della odierna realtà.
La piacevolezza dello essere
“Racchioni o Racchione” è nello
scoprire che è sempre più bello è facile divertire, sorridere,
aprirsi agli altri con disponibilità e simpatia di quanto possa
essere chiusi nei propri egoismi senza trasmettere la bella
gioia di vivere e socializzare divertendosi.
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